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Hanno sorpreso e preoccupato l’umanità gli Architetti dell’ AI sono la Persona dell’Anno

  • Immagine del redattore: FutureScape
    FutureScape
  • 19 feb
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 2 mar

Autore Ospite: Elia Impaloni


«Per aver portato all’età delle macchine pensanti, per avere fatto sorprendere e preoccupare l’umanità, per aver trasformato il presente e aver trasceso il possibile». È con queste motivazioni che, come da tradizione, lo scorso 11 dicembre la rivista statunitense «Time» ha rivelato chi ha scelto come “persona dell’anno” per il 2025. Quest’anno, dopo che nel 2024 era stato scelto (per la seconda volta) il neo rieletto Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e che nel 2023 era stata la cantante Taylor Swift a prendersi il titolo, la copertina di «Time» raffigura gli “architetti dell’AI” come la persona dell'anno passato che maggiormente ha influenzato gli eventi.


Otto figure in silhouette sedute su una trave sopra una città osservano un globo luminoso; composizione grafica che richiama “Person of the Year” e gli architetti dell’intelligenza artificiale nel 2025.
Nel 2025, gli architetti dell'intelligenza artificiale sono stati nominati Persona dell'Anno. La vera questione non si pone tanto su chi costruisce il futuro, ma su come l'umanità intera sceglie di viverlo.

La copertina riprende la celebre fotografia Lunch atop a skyscraper, scattata nel 1932 da Charles Clyde Ebbets. Seduti sulla trave del cantiere, però, non ci sono operai, né programmatori o ingegneri informatici. Gli “architetti dell’AI” sono, fra gli altri, il fondatore di OpenAI Sam Altman, il fondatore di Facebook e presidente di Meta Mark Zuckerberg, Elon Musk, l’amministratrice delegata di AMD Lisa Su e il fondatore di Nvidia Jensen Huang.

 

L’anno dell’AI 


Si può discutere dell’opportunità di rappresentare come “architetti” dell’AI delle persone il cui ruolo è sicuramente stato quello di finanziare ricerche, progetti e interi studi di programmazione affinché questi costruissero quei Large Language Model (LMM) e li aggiornassero in continuazione. O che hanno pensato di aggiungere ai prodotti di cui già erano proprietari funzioni che usassero l’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza dell’utente. È il caso di almeno due dei più importanti prodotti di Meta, Instagram e Whatsapp, che hanno visto l’aggiunta di chatbot con cui gli utenti possano interagire, ma anche di Google, che ha sostituito il primo risultato di ogni ricerca con una più o meno breve risposta “pensata” dalla sua Gemini.


O, ancora, è utile considerare come ChatGPT sia stato il LLM che è cresciuto di più nell’ultimo anno, arrivando a toccare la quota del 10% di popolazione mondiale che lo usa. ChatGPT si è evoluto, da semplice strumento di immediato “botta e risposta” a partire dalla richiesta dell’utente, a qualcosa a cui è stato dato il tempo di pensare in linguaggio naturale, cercare su Internet qualche dato in più, formulare un piano e presentarlo all’utente come un lavoro completo, fatto e finito.


Un paragone azzardato?


Nel 1932, intenti a mangiare il loro pranzo sulla trave di un cantiere di un grattacielo in costruzione, c’erano gli operai, ritratti in una delle immagini universalmente riconosciuta come più rappresentativa della classe lavoratrice del periodo appena successivo alla Grande Depressione, dovuta al tragico crollo di Wall Street del 1929.


Non solo, le persone raffigurate su «Time» hanno certamente il merito di aver portato all’umanità gli LLM, ma si potrebbe anche dire che il ruolo degli “architetti” sia stato da loro appaltato agli scienziati, ai ricercatori dei più diversi campi di studio e ai programmatori che quei modelli li hanno ideati, pensati, studiati, realizzati e dopo mille prove e tentativi resi pubblici, per poi continuare a lavorarci e renderli sempre più perfetti.



Nel 2026, vedere non è più credere. L'intelligenza artificiale può creare la falsa realtà con una precisione sorprendente.


Hanno preoccupato il mondo


L’intelligenza artificiale, però, ha anche dato all’umanità motivi per temerla nel corso di questo anno. Forse la principale fonte d’allarme riguarda la disinformazione. Le IA nel 2025 sono diventate sempre più capaci di generare testi, immagini e video estremamente realistici, o persino voci identiche a quelle di persone realmente esistenti. I deepfake sono quindi diventati sempre più difficili da riconoscere, mettendo in dubbio anche quello che sembrava verosimile, o che veniva presentato come vero.


Non solo, molte delle immagini generate con l’intelligenza artificiale rappresentano un duro colpo per il diritto d’autore. Se ciò che un’intelligenza artificiale generativa fa è creare qualcosa prendendo spunto da quello che trova fra i dati che ha a disposizione, non è difficile capire come molti artisti figurativi possano aver trovato alcune delle immagini usate in spot pubblicitari o come card sui social simili nello stile o nelle idee a qualcosa che avevano creato, senza che venisse loro richiesto alcun tipo di permesso.


Un altro grande timore è rappresentato dalla regolamentazione. La velocità con cui le intelligenze artificiali si sono innovate ha superato quella delle leggi pensate per normarle. Il modo con cui l’intelligenza artificiale impatta sul mondo, quindi, è lasciato in mano a quegli “architetti” raffigurati sulla copertina di «Time», che seguiranno sicuramente i propri interessi economici e non è detto che cercheranno dei modi per conciliare questi loro interessi col bene comune.


Sul piano sociale, molte persone si sono affidate all’intelligenza artificiale per chiedere loro consigli medici o anche solo compagnia, esponendosi al rischio nel primo caso di ottenere informazioni parziali o viziate dalla memoria che lo specifico chatbot ha conservato delle conversazioni con l’utente, nel secondo di stringere una relazione parasociale, a senso unico e nei fatti fittizia, con un complessissimo algoritmo che però non è un altro essere umano.


Hanno stupito il mondo


Nel 2025 l’intelligenza artificiale ha davvero stupito il mondo, accelerando il proprio sviluppo e diventando uno strumento che il mondo lo ha cambiato davvero, anche in meglio. L’intelligenza artificiale è diventata un supporto a molte attività quotidiane per una miriade di tipi di lavoro diversi: dalla traduzione al volo di qualche cosa, anche in più lingue, alla ricerca immediata ma organizzata di dati e informazioni, dalla redazione di testi più e meno complessi alla velocizzazione di processi ripetuti e meccanici, come l’invio di email seguendo un modello.


Così, la ricerca scientifica ha potuto fare passi da gigante, automatizzando i calcoli e consentendo per esempio di formulare e testare molto velocemente nuove ipotesi scientifiche o accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci. Il mondo del lavoro, sebbene sia stato molto colpito dall’accelerazione delle IA, ha l’opportunità di rileggersi e reinventarsi, pensando di affiancarsi agli LLM e liberare i lavoratori dai compiti ripetitivi ma chiedendo loro di controllare in ogni caso i risultati del lavoro dei chatbot.



Composizione divisa: a sinistra una figura in silhouette su una trave sopra una città al tramonto, a destra un uomo davanti a un grande cervello digitale luminoso, simbolo del rapporto tra umanità e sistemi intelligenti.
Il futuro non apparterrà alle macchine. Apparterrà a coloro che impareranno a conviverci.

Un dibattito che ha consapevolizzato il mondo, un futuro da abitare


Con lo stupore che ha portato, in ogni caso, la velocità di crescita delle intelligenze artificiali ha costretto il mondo a chiedersi se avesse senso cercare di avere una popolazione più consapevole, cercando di costruire un dibattito non confinato unicamente agli esperti, ma discusso sui media, nelle scuole e nelle università, nella politica. Anche questo fatto è stato qualcosa di sorprendente più di quanto possa essere preoccupante.


La vera sfida, forse, è quella di continuare a tenere vivo questo dibattito, partendo dal comprendere che bisogna celebrare per davvero tutte le persone che hanno portato l’intelligenza artificiale allo straordinario punto di sviluppo a cui è arrivata nel 2025. Sarà anche necessario ammorbidire i fanatismi verso l’intelligenza artificiale, e occorrerà farlo da entrambe le parti: non si può ritenere di “fermare” le IA, perché è un processo che è già partito e nel quale è impossibile pensare di fare marcia indietro, ma nemmeno si può pensare che si possa affidare loro il nostro futuro e le nostre vite. Una “costituzione digitale”, come quella che si cerca di realizzare a un certo punto dell’avventura di Lyria, potrebbe essere un modo di disegnare i rapporti fra il mondo artificiale e quello umano.


Vista la complessità dei temi trattati, e dato che tutto il romanzo ha come obiettivo quello di imparare a utilizzare al meglio le IA, su questo spazio verranno pubblicati altri pezzi che cercheranno di toccare tutti gli argomenti dei quali qui si è solamente accennato.


E, chissà, forse una copertina di «Time» che elegge a “persona dell’anno” un’intelligenza artificiale potrebbe non essere così lontana. E dovrà essere un’intelligenza artificiale che si è fatta umana, perché gli esseri umani hanno pensato di abitare con lei il loro futuro.

 


Articolo: Autore Ospite - Elia Impaloni

Immagini & Video: Eretikos Art

Produzione: BF.OZ





Le persone chiedono anche


Come l’intelligenza artificiale sta cambiando la società?

Nel 2025 l’AI sta trasformando ricerca scientifica, lavoro, comunicazione e accesso all’informazione, ridefinendo il rapporto tra tecnologia e vita quotidiana.

Quali sono i rischi dei deepfake e della disinformazione generata dall’AI?

I deepfake rendono sempre più difficile distinguere il vero dal falso, mettendo in crisi fiducia, informazione pubblica e sicurezza democratica.

Perché l’intelligenza artificiale dovrebbe essere regolamentata a livello globale?

La velocità dell’innovazione supera quella delle leggi nazionali, rendendo necessaria una riflessione condivisa sulla governance internazionale dell’AI.

Che cos’è una costituzione digitale per l’intelligenza artificiale?

È un quadro etico e normativo che definisce diritti, responsabilità e limiti nella convivenza tra esseri umani e sistemi intelligenti.

Come convivere con l’intelligenza artificiale?

Significa integrare l’AI nella società in modo consapevole, preservando autonomia umana, creatività e responsabilità.





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Alcuni materiali visivi potrebbero essere stati creati o migliorati utilizzando strumenti di intelligenza artificiale sotto la direzione creativa umana.



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Direzione artistica e fotografia @Barbara Foz

Web Design: Eretikos Art - Digital Lab

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